Piazza Marina

Poco prima della fine del Cassaro, andando verso il mare, c'è piazza Marina.
Per avere idea dell' importanza che questa piazza ha avuto nel passato,si pensi che il Cassaro prima si fermava qui e la
piazza era lo sbocco naturale della Cala, che era il porto della città. Pertanto, considerato che tutte le merci viaggiavano
per mare, la piazza era il crocivia di uomini e mercanzie dell'epoca che transitavano per Palermo.
E' una piazza piena di storia, perchè per le sue notevoli dimensioni ha sempre permesso l'adunanza di un gran numero di
di persone e per questo è stata teatro di tanti avvenimenti che in  un modo o in un altro attiravano il pubblico.Oggi al centro
magnolia a piazza Marina     piazza marina casotto
 di questa piazza c'è una bella villa, ma prima era un grandissimo 
spiazzo, e questo era il palcoscenico degli avvenimenti dell'epoca:
matrimoni reali, ingressi trionfali, esecuzioni capitali, mediante
 forca o ghigliottina e roghi di inquisiti.Sulla piazza si affaccia il
 palazzo Chiaramonte detto anche Steri, nei secoli passati è stato
 anche sede di carcere della Santa Inquisizione, con prigioni e
stanze di tortura, dove le persone confessavano anche reati non
commessi,pur di porre fine alle sofferenze provocate dalle torture.
Si pensi che i beni degli inquisiti venivano confiscati e una percentuale spettava al delatore, si immagini pertanto quanto
interesse avessero le persone ad accusare chiunque non godesse della loro simpatia.  Si dice che pochi inquisiti uscissero
Steri   mercato dell'usato
 vivi da  quelle prigioni. Le prigioni del palazzo Steri sono visitabili,
e si può avere un'idea entrando in questo edificio, vedere le celle
  dove erano rinchiusi gli inquisiti: celle piene di umidità, con spazi
  fuori da ogni principio igienico e umano.Sulle mura delle celle si
possono ancora vedere alcune scritte lasciate sui muri dagli inquisiti,
che restano a testimonianza degli orrori accaduti in quei luoghi.
Dopo la decisione del Vicerè Caracciolo di abolire la Santa Inquisizione,
i vari responsabili di questa organizzazione ebbero cura di dare fuoco
 a tutti i documenti del Sant'Uffizio: si dice che le fiamme durarono due giorni interi.
Per nota incidentale si deve anche parlare del Compagnia dei Bianchi. Questa era un'organizzazione che era incaricata di
assistere i condannati a morte negli ultimi tre giorni della loro vita: avevano un saio bianco, guanti bianch e scarpe bianche, da
qui deriva il loro nome, ma i grandi privilegi che acquisirono nel corso del tempo, ivi compreso la possibilità di graziare i
i condannati, getta qualche ombra su questa Compagnia.
La vicinanza delle carceri della Vicaria e dello Steri, permetteva l'immediato  trasferimento dei "condannati" alla forca,collocata
perennemente nella piazza e dove con grande festa del popolo avvenivano le impiccaggioni. Per essere precisi bisogna ricordare
che per i plebei era riservata la forca, ai nobili era riservata la ghigliottina: evidentemente si pensava che fosse più disonorevole
morire impiccato che ghigliottinato. Gli eretici erano attesi dal rogo: la storia narra di tante persone arse vive perchè "sospettate"
Archivio di Stato   Cancellata 
 di stregoneria. Il luogo deputato a questo tipo di esecuzioni era anche 
il largo di San Erasmo, dove avveniva il numero maggiori di roghi.
Il 12 marzo 1909 in questa piazza fu ucciso, da mano ignota, il poliziotto
italo-americano Joe Petrosino, inviato a Palermo dalla polizia USA,
per indagare sulle organizzazioni criminali, qui c'è ancora l'Hotel de
 France
dove egli alloggiò,ora trasformato in residence universitaria.
L'aspetto odierno di piazza Marina è molto rilassante: palazzo Steri è sede
del rettorato dell'università di Palermo,il posto dello spazio dove si montava
 la forca è occupato da una
bella villa comunale con alberi secolari, recintata da un'inferrita artistica raffigurantte scene di caccia,
impiantata dopo l'unità d'Italia da Basile,ed intitolata a Garibaldi, ogni domenica mattina  è sede di un mercatino di cose usate,dove
si vende tutto di secondamano:dal francobollo viagggiato al grammofono a tromba, dal quadro all'orologio  a cucù.
I Palermitani sembrano appassionati  a questo genere di commercio e la  piazza in questo giorno è sempre gremita di gente.

 zecca   mercato dell'usato 
 In piazza Marina, ad angolo con il Cassaro c'è un edificio dall'aspetto severo:
 è il Palazzo della Zecca, così chiamato perchè nel 1700 Palermo
  aveva il privilegio di coniare moneta, che veniva effettuato in questo sito,
  in cui si può ancora notare la dicitura del compito che aveva.Con l'avvento
  dell'Unità d'Italia cambiarono le istituzioni, qui non si coniò più moneta
ed al palazzo furono assegnate le funzioni di Intendenza di Finanza, che
svolge ancora oggi.

Sul Cassaro,dopo piazza Marina, andando verso il mare,a sinistra c'è la chiesa della Madonna  della Catena (così detta perchè una
 catena legata al suo muro delimitava l'accesso alla Cala, la denominazione di piazza della dogana in cui si trova testimonia l'antica
posizione di  uscita dal porto) con annesso l' ex convento dei Padri Teatini.
Questo edificio del XVII secolo, fu costruito per i religiosi che lo abitarono fino alla fine del '700, dopo lo abbandonarono per trasferirsi
nel  convento attiguo la chiesa di San Giuseppe,(l'attuale Università) ai Quattro Canti e l'edificio restò vuoto.
Fino all'inizio del XIX secolo, nel Regno delle due Sicile, non esisteva una giusta regolamentazione per la conservazione dei documenti
di stato, per cui il 1° agosto 1843 un regio decreto, istituì, di fatto, l' Archivio di Stato: un ente che si prendesse cura della conservazione
dei documenti statali, assegnando, come prima sede,l'ex convento dei Padri Teatini del Cassaro, che da quasi mezzo secolo era inutilizzato.
I governi che da allora si sono succeduti non hanno ritenuto opportuno cambiare la sede di questo ufficio, che recentemente ristrutturata,
ha riscoperto la funzionalità delle nuove tecnologie in un ambiente antico.

Il Cassaro ter
mina a Porta Felice.Questa,voluta dal vicerè Marcantonio Colonna, per dare alla città una porta monumentale dal lato del
La Vicaria    Porta Felice lato interno
  mare, in occasione del prolungamento del Cassaro dalla chiesa di Porto Salvo 
al costruendo Foro Italico
. La ordinò nel 1590, ma i lavori si protrassero per
 tanto tempo,per questo motivo si notano due differenti stili tra il  lato interno
ed il lato mare:nel primo le colonne, alte 25 metri sono di tufo con balconcini,
quello esterno è formato da  due colonne doriche,per ciascun lato (destro e
sinistro) ed in mezzo alle  quali c'è una fontana.
Il vicerè volle dare alla porta lo stesso nome della moglie: Felice.
Esiste una storia d'infedeltà coniugale intorno a questo episodio, in cui si narra
che Marcantonio Colonna volle dare questo nome alla nuova porta civica per dare un contentino alla moglie al corrente dei fatti.
Nella piazza antistante la parte interna di questa porta, c'è la fontana del Cavalluccio Marino: a forma circolare raffigurante la testa di
un cavallo,dei puttini e dei pesci dalla cui bocca sgorga l'acqua, edificata nel 1792 su progetto del Marabitti.

Attaccata a Porta Felice c'è una scalinata con due cariatidi di figura femminile, con quattro teste ai lati che sostengono un vaso sulla
la cala    ingresso mura cattive
 testa:da qui si accede ad un largo corridoio sulle antiche mura della città, più
riservato rispetto al piano stradale della Marina, frequentato da famiglie,
questo è chiamato mura delle cattive. Non è chiaro il motivo dell'attribuzione
di questo
nome: uno dei quali dice che qui, in altri tempi, passeggiavano le
meretrici, un altro dice che era il luogo dove le vedove di allora
venivano a mettersi in mostra per trovare il secondo marito: è
probabile sia validi ambedue i motivi, sia in ogni caso nulla
toglie alla bellezza di questo corridoio panoramico da dove si gode la vista del Foro Italico con il suo mare.

Appena si esce da Porta Felice,subito sulla sinistra, c'è la Cala, un'insenatura naturale del mare a forma di u, che fino al 1600
fu il porto di Palermo. Oggi questo porticciolo è stato rimpiccolito, perchè per esigenze del traffico cittdino si è dovuta
costruire un'altra carreggiata stradale in aggiunta a quella preesistente, prosciugando una parte di mare.
La Cala è chiamata dai Palermitani anche Porta Carbone per l'antico accesso alla città, qui collocato,di cui non esiste più
traccia, probabilmente posta all'ingresso di via Cassari, vecchio centro commerciale.
Le cresciute esigenze marittime della città, resero necessario la costruzione dell'attuale porto,che nel corso degli anni
ha avuto qualche variazione:una delle quali l'impianto dei Cantieri Navali,che tanto lavoro e gloria hanno dato alla cittadinanza.
La Cala è stata usata in seguito come porto-peschereccio fino agli anni '70, qui infatti c'è il il mercato ittico ancora in funzione.
Oggi è approdo di nautica da diporto, ormeggio degli yachts dei Palermitani:chiaro segnale di cambiamento dei tempi e anche
di benessere.
Porta Felice lato mare   Monte Pellegrino Madonna della Catena 

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